Lettera apertaGentile amica, caro amico, Un crescente senso d’insicurezza sembra pervadere la nostra società. Mossi da questa osservazione, noi fondatori di Senso civico, provenienti da esperienze diverse, ma accomunati dal desiderio di contribuire al bene collettivo, abbiamo redatto un manifesto, sul tema La sicurezza è un bene di tutti. La responsabilità è il dovere di ognuno, col quale intendiamo esporre il nostro pensiero. Ti preghiamo di leggere questo documento. Se ne condividerai il contenuto, sottoscrivilo. La tua adesione contribuirà ad avviare un processo di riflessione sui principi etici che governano la nostra società. Settantatré persone lo hanno già firmato. Trovi i loro nomi qui. Unisciti a questo gruppo di cittadini, in apparenza eterogeneo, ma in realtà saldamente unito nella consapevolezza del valore inestimabile del senso civico. Con l’auspicio che il nostro impegno congiunto favorisca lo sviluppo di una società migliore, ti salutiamo cordialmente. Paolo Bernasconi Danilo Mazzarello Antonio Perugini Sergio Savoia
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EditorialeAmore, ti porto a scuola... La configurazione morfologica e le vie di comunicazione del nostro bel territorio non ci saranno di grande aiuto, tuttavia è ormai risaputo che in Svizzera il nostro cantone detiene (con 609 veicoli per ogni 1'000 abitanti) la più alta densità di vetture (NB.: Basilea città ne ha solo 341/1000). Il dato statistico sembra confermato anche da quanto si può notare quotidianamente nelle ore “calde” in cui allievi di scuole dell’infanzia e di scuole primarie devono varcare la soglia dell’istituto scolastico… Infatti, di primo acchito sembrerebbe che oggigiorno i nostri non siano più in grado di fare due passi per percorrere qualche centinaia di metri che divide il loro nucleo familiare dall’aula scolastica… Spesso mi è capitato d’imbattermi, in comuni e sedi scolastiche diverse, in lunghe e penose code di automobili di genitori che fanno a gara nell’arrivare davanti alla porta principale della scuola per fare scendere il proprio “pargolo” ancora assonnato! A coloro che non è ancora capitato di vedere queste “grandi manovre” degne di una “mobilitazione generale” suggerisco di appollaiarsi almeno una volta davanti a un edificio scolastico durante le ore di punta… Ce n’è per tutti i gusti: da colei che ingolfa il motore perché ha dimenticato che il macchinone di turno non ha i pedali come l’utilitaria astutamente “assegnata” al marito a colei che, più furba… nel timore di non essere in grado di riaccendere il mezzo intossica oltre che il proprio figlio tutta la ciurma di amici pigiando contemporaneamente freno e gas … Arriva quindi quella distinta, che dall’alto del suo “trono mobile” accosta il marciapiede senza accorgersi che più tardi ne sentirà delle belle, allorquando il marito scoprirà che il cerchione in lega leggera che gli è costato un occhio della testa è stato rovinato per sempre… C’è anche il padre pragmatico, che nell’ormai totale assenza di un minimo fazzoletto di asfalto per parcheggiare sale direttamente sul marciapiede, incurante dei “simpatici marmocchi” che sopraggiungono frontalmente, tanto l’hanno visto arrivare… Arriva poi il gentiore che già stressato nell'essere in ritardo supera “a paletta” tutti coloro che l’hanno preceduto, incurante del fatto che questi potrebbero aprire la loro portiera da un momento all’altro… Per finire con quello più “irriducibile” che dopo aver fatto diverse “vasche” avanti e indietro, in mancanza di alternative decide di accomodarsi abusivamente nel posteggio del prossimo negozio – per altro predisposto per gli invalidi – e che in realtà non dista tanto più lontano della propria abitazione, ma dal lato opposto… E’ ormai diventata una vera e propria gara fra adulti esibire a oltranza il proprio “benestare” (spesso virtuale)! E quale è l’occasione più ghiotta se non quella di approfittare della campanella scolastica per profilarci con un “alibi di ferro ” (nella fattispecie sarebbe più indicato il termine… “di tolla”) rispetto al proprio “entourage”? L’apice del paradosso avviene quando da lì a poco si ritroveranno gli stessi conducenti ad assicurarsi l’ennesimo posteggio davanti al prossimo bar per poi lamentarsi davanti al “meritato” cappuccino mattutino che il programma scolastico impone ai propri fanciulli – per ben tre volte distinte alla settimana – troppa attività fisica (ginnastica) per evitare che i loro muscoletti si atrofizzino in seguito a troppa sedentarietà… Saranno gli stessi, che dopo le rituali “ciaccere” quotidiane si recheranno nuovamente davanti alla famosa porta principale con il loro “status symbol”, immersi nel solito viavai di motori puzzolenti (affiancati magari a carrozzine di qualche madre fortunatamente più modesta) nell’attesa di “scarrozzare” a casa il proprio fanciullo, per poi ripercorrere nuovamente la stessa scena il pomeriggio! Troppo spesso ci dimentichiamo che l’esempio viene dall’alto! Probabilmente, per risolvere il problema a monte, anziché aumentare l’attività fisica scolastica, sarebbe stato più opportuno prevenire l’atrofia del cervello di quei genitori che in barba alla salute altrui continuano a produrre inutilmente polvere fini pur di colmare il proprio “ego”. Pensiamoci, si tratta solo di fare un altro percorso, anche se magari ciò significa fare qualche passo in più… Aris Ghilardi |

